...Lampi sul loggione 2006-2007

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UN’OCCASIONE MAGICA AI LAMPI SUL LOGGIONE

Lucilla Giagnoni e Fabrizio Bosso
“Chet – Viaggio Al Termine Della Musica”

Altissimo il livello artistico delle due serate per la rassegna teatrale dei Lampi sul Loggione, a Verbania, venerdì 3 e sabato 4 Marzo. Il numeroso pubblico del teatro colto verbanese ha potuto partecipare ad un evento scenico di profondissima emozione, in un’atmosfera magica, quasi ipnotica, di assoluta bellezza.
Definire l’evento come uno spettacolo è persino riduttivo, meglio è parlare di un concerto, con quattro straordinari musicisti ed una voce recitante, la brava Lucilla Giagnoni, integrata nell’insieme come un quinto strumento musicale. Lo spunto per costruire questo momento teatrale di elevatissimo coinvolgimento emotivo è il racconto della vita di Chet Becker, famoso trombettista bianco di jazz. Chet Backer è stato l’espressione di un talento puro, il più grande trombettista bianco di musica jazz, con una vita segnata dall’autodistruzione di droga e alcool. Fabrizio Bosso è il suono puro della tromba, un suono di bellezza straordinaria, puro, leggero, volante, intenso. Non è Chet, è l’espressione di un talento come quello di Chet; i musicisti del Fabrizio Bosso Quartet esprimono la stessa eccellenza musicale ed interpretativa: Luca Mannutza con il suo pianoforte spazioso come l’acqua, Luca Bulgarelli, un coinvolgente contrabbasso che entra nell’anima, Lorenzo Tucci che si muove con la sua batteria generando volumi di sonorità dalla chiarezza architettonica. Lucilla Giagnoni è la voce delle donne, mogli tradite e abbandonate, amanti trascurate, madri distratte. Lucilla Giagnoni è voce accorata, appassionata, talmente “musicale”, ritmica ed armonica, da essere essa stessa elemento del concerto, senza soluzione di continuità con le note degli strumenti. Se “è del poeta il fin la meraviglia”, l’eccellenza suprema, il protagonista totale è Fabrizio Bosso con la sua meravigliosa tromba, alternata al suono più rotondo del flicorno, capace di generare una bolla magica che tutto avvolge e immobilizza in un ascolto assoluto di armonia, di vita, di bellezza. Fabrizio Bosso è musicista jazz di grande classe, noto ai più alti livelli internazionali come concertista, collaboratore di grandi musicisti. La sua tromba, la presenza scenica, l’espressione gestuale, un artista puro ed intenso, con un carisma magnetico che lo porterà sicuramente molto in alto. Al sabato pomeriggio gli artisti si sono resi disponibili ad una piacevolissima chiacchierata presso la libreria Margaroli, secondo la consuetudine dell’appuntamento con gli artisti dei Lampi. Con le persone presenti si è generato un colloquio molto interessante, dove il regista – direttore d’orchestra Emilio Sioli Legnani ha generosamente segnato il percorso creativo dello spunto artistico per quest’esperimento emozionale che ogni volta rigenera sé stesso nell’interazione e nell’intesa d’ascolto fra i cinque elementi. Gli artisti esprimono un percepibile piacere creativo nello stare insieme, sperimentando nuovi spunti emozionali ad ogni rappresentazione, lasciando che il fluire degli stati d’animo, delle relazioni, delle contaminazioni agisca sulle corde armoniche che legano il momento teatrale e lo spettatore, nell’atmosfera speciale che si manifesta. Un evento teatrale da non perdere, da seguire, da rammentare come uno dei momenti più elevati e profondi dell’esperienza teatrale dei Lampi sul Loggione, che, ancora una volta riescono a portare a Verbania l’eccellenza dell’espressione artistica contemporanea.
Ogni artista ha regalato la propria intensità espressiva con una generosità contagiosa per il pubblico presente. Ognuno dei cinque artisti in scena ricerca l’eccellenza nel proprio essere, con il cuore: la Giagnoni, già presente sui nostri palcoscenici con il bellissimo “Vergine Madre”, e il Fabrizio Bosso Quartet con una verità musicale che ci auguriamo poter di nuovo incontrare, per l’armonia e la grandezza del puro volume sonoro espresso. La tromba, il piano, il basso, la batteria, espressione dei più raffinati suoni, come solidi platonici, ridisegnati dall’incontro con la voce dell’attrice, coesi dal lavoro del regista-direttore d’orchestra, elevati dalle sonorità sensibili dell’ottone di Fabrizio Basso. Indimenticabile, un dono per gli appassionati di teatro, certo lo spunto per un modo nuovo di comunicare l’emozione del linguaggio teatrale.

Luisa Redaelli

5 Marzo 2007